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domenica 28 novembre 2021

PRESENTAZIONE ROMANZO: " Invito a cena con imprevisto" di Claudio Ceriani

Titolo: Invito a cena con imprevisto
Autore: Claudio Ceriani
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 170
Genere: racconti thriller
In ebook solo su Amazon a 2,99€
Anche in KU
In cartaceo a 12€ nelle principali librerie online e fisiche
In vendita dal 30 ottobre 2021



Sinossi
La buona cucina è da sempre sinonimo di convivialità. Ci si ritrova davanti a piatti gustosi anche per divertirsi, per scambiare opinioni, per fare annunci importanti o semplicemente per stare insieme. 
 
Ed è proprio quello che, almeno all’apparenza, capita in questi racconti. 
 
Un potente clan di Narcos messicani si riunisce a tavola per celebrare una insidiosa alleanza; alcuni amici si scambiano confidenze tra le mura domestiche mentre mangiano e bevono; un agente investigativo svolge delle indagini sulle persone sedute a tavola insieme a lui e, per finire, alcuni uomini si ritrovano al ristorante per commemorare un loro amico scomparso. 
 
Le pietanze scorrono davanti ai commensali, i bicchieri si svuotano e vengono riempiti di nuovo, tutto sembra procedere per il meglio, quando l’imprevisto fa la propria irruzione sulla scena, scompagina i piani e preludendo a eventi spiazzanti che travolgeranno i commensali.
 
 Le quattro tavolate divengono in tal modo un unico palcoscenico per altrettanti drammi ilari, nei quali l’eccentricità, anche erotica, si accompagna alla morte, ombra silenziosa, ma vigile di un’umanità ridotta ai minimi termini e destinata a venire sepolta dall’eco di una macabra risata.

Estratto
Gregorio imprecò diverse volte, mentre si trascinava nell’interno della casa. Il dolore che gli causava la ferita lo tormentava sempre di più, ma non per questo veniva meno la sua determinazione di trovare la statunitense e di ucciderla.
La consapevolezza di aver sepolto viva Conchita, oltretutto obbedendo a un suo ordine, aveva definitivamente alterato il suo equilibrio mentale, da sempre precario e segnato dalla violenza inflitta e subita nel corso del tempo. Carlos aveva intuito bene, non sarebbe sopravvissuto a lungo. Ma sperava che quel poco che gli restava da vivere sarebbe bastato a regolare i conti. Tra spasmi atroci e bestemmie a fior di labbra, avanzò seguito da una scia di sangue sempre più consistente.
Esasperato dalla frustrazione, iniziò a gridare tutta la propria furia.
“Maldita puta yanqui, me cago en tu madre, sale que te patearé el coño.”
Urlò fino a esaurire tutto il repertorio di insulti che conosceva, ma stava già disperandosi quando gli parve che i suoi occhi ormai velati avessero scorto un’ombra.
Strinse i denti e proseguì fino a raggiungere un vaso grande come una colonna e dai rilievi frastagliati e coloratissimi. Si fermò. Il suo istinto, che mai lo aveva tradito, gli faceva percepire una presenza. I battiti del suo cuore accelerarono e scandirono i fatali secondi successivi. Quando gli parve che il profilo di una sagoma stesse facendo capolino, si proiettò in avanti con la pistola spianata. Venne colto una gioia intensa – la stessa che prova in natura ogni cacciatore quando scova una preda inerme – non appena scorse Charlize appiattita contro il muro...

Biografia
Claudio Ceriani è nato a Milano. Laureato in lingue e letterature straniere, scrive dal 2014. Ha pubblicato, tra gli altri titoli, il romanzo La città decomposta e l’antologia di racconti Il soffio oscuro. Invito a cena con imprevisto è la sua prima pubblicazione con Bré Edizioni.

lunedì 15 novembre 2021

PRSESENTANZIONE ROMANZO: "Vera" di Annarita Mangialardo

Titolo: Vera
Autore: Annarita Mangialardo
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 149
In ebook solo su Amazon a 3,99€ anche in KU
In carta a 15€ nelle principali librerie online e fisiche
Genere: narrativa – una figlia in cerca della madre
In vendita dal 12 aprile 2019

Sinossi
Vera è una giovane donna orfana di madre.
 Il ricordo del lutto la accompagna nella sua vita di giovane artista e di emarginata: fin da piccola Vera è sempre stata la “bambina diversa”, introversa e dalla fantasia irrefrenabile. 
Proprio a lei spetta il compito di aiutare suo padre adottivo che, nel corso degli anni, dopo la perdita della moglie, è caduto nel tunnel dell’alcolismo e del nichilismo. 
Fra i ricordi di un’infanzia segnata dalla perdita della madre adottiva, una storia d’amore mai risolta con un ragazzo simile a lei e l’ambizione di sfondare nel mondo dell’arte, Vera avanza passo dopo passo verso un destino che segnerà un cambiamento irreversibile, nella sua vita e in quella delle persone che ama; il primo passo sarà quello considerato “proibito”: la ricerca dei suoi genitori biologici.

Biografia
Annarita Mangialardo nasce a Bari nel 1992.
Affascinata dai meccanismi psichici e dalle forze che legano le persone, affronta la scrittura come un’occasione per riscoprire la libertà perduta dell’essere umano. Nel 2018 ha pubblicato La conquista con Robin Edizioni. Su Facebook gestisce la pagina Una scrittrice distratta.
Vera è il suo secondo romanzo.

Estratto

Quel pomeriggio, Vera era rimasta in casa a guardare la televisione. Non impazziva per tutti quei colori confusi che apparivano sullo schermo, che sembravano voler crescere in quella scatola artificiale. A differenza dei suoi compagni di classe, a scuola non parlava mai di ciò che vedeva in televisione. Non era proprio una cosa che faceva per lei. Ciò che non l’aveva mai convinta, di quei pomeriggi curiosi passati di fronte allo schermo della TV, era la confusione dei colori e delle forme che si discioglievano in qualcosa di opaco, di non abbastanza vivo. Vera percepiva molto bene questa mancanza, e laddove gli altri si entusiasmavano, lei vedeva invece confusione, un volo solo tentato, un’altezza da terra mai raggiunta.
Queste erano le sue sensazioni, un po’ infantili e sicuramente non facili da definire. Col tempo avrebbe spiegato la faccenda in questo modo: la televisione le dava l’idea di una costruzione che falliva già in partenza, perché nessuno di quei colori, nessuna delle cose che venivano dette, era realmente sentita; erano cose buttate là, che non riuscivano a toccare veramente nel profondo chi le guardava, almeno secondo lei.
Per via del lavoro dei genitori, quando Vera veniva lasciata da sola in casa, la televisione si accendeva magicamente, di solito sintonizzata sul canale che trasmetteva cartoni animati a raffica. E anche se non impazziva per tutto ciò, finiva comunque per passarci due o tre ore, magari fra uno spuntino e l’altro. Poi, arrivata a un certo punto, non resisteva più: lasciava la televisione accesa – non sapeva neppure come spegnerla – e si rintanava in cucina fra l’odore di caffè, biscotti e cucinato, oppure in giardino, dove l’odore dei fiori, del detersivo che proveniva dal bucato steso o semplicemente l’odore della stagione – amava in particolare l’autunno perché le dava l’idea di qualcosa di indefinito, di dolce ma non troppo – con tre o quattro fogli, matite colorate e iniziava a disegnare.
Le piaceva riportare ciò che vedeva su quel foglio, anche se il risultato non era mai fedele in tutto e per tutto alla sua visione. All’inizio qualcuno l’aveva criticata – come se si potesse criticare davvero l’arte di un bambino! – dicendo che quello non era il modo di ritrarre un paesaggio, che bisognava attenersi alla realtà; che – e questo la feriva particolarmente – non si poteva rappresentare il mondo come pare e piace, che bisognava insomma “darsi una regolata”, per citare l’affermazione del suo insegnante di storia dell’arte qualche anno dopo, al liceo. Lo stesso che si sarebbe poi complimentato con lei quando aveva vinto un piccolo concorso fotografico con un lavoro surrealista, dicendole che era veramente brava, che aveva talento e che lui l’aveva sempre saputo.
Disegnava, quel pomeriggio, ma pensava anche alla nuova prospettiva di scolpire. Ma non pensava, per nulla, alle parole della madre, quelle ultime parole dette con una strana calma prima di uscire di casa.
Restò a disegnare per diverse ore, non si accorse del tempo che passava, neppure quando il sole iniziò ad abbassarsi oltre l’orizzonte, il cielo si fece rosso fuoco e il tepore di quella giornata di metà stagione iniziò a tramutarsi in un fresco fuori da ogni tempo ed epoca.
Vera prese una matita rossa e iniziò a sparpagliare il colore su tutto il foglio, a piccoli tratti. Era una delle cose che avrebbe mandato in bestia il suo professore. Ma non si era piegata alle richieste di “attenersi alla realtà”, quel discorso non faceva proprio per lei. Tanto che, alla fine, prese il blu – che in quel momento non rappresentava più alcun colore nel cielo divenuto quasi rosa – e iniziò a lasciare segni forti, decisi, e ondulati lungo tutto il percorso del cielo, sulla parte superiore del foglio. Ciò che venne fuori le piacque non poco: una lunga scia di striature blu mescolate al rosso fuoco del cielo. L’idea era quella della notte, la sensazione era che quel buio, quella sorta di atmosfera notturna che tanto la accompagnava quando non riusciva a dormire, anche in piena notte, nella sua cameretta, potesse essere sempre là, dietro le nuvole, a ridosso della luna, e là osservava tutti gli esseri viventi: le persone, gli animali, gli alberi e persino ciò che in apparenza non viveva, come i sassi, le strade, gli scalini che conducevano al bar in fondo al viale, il muretto su cui si appoggiava sempre quando la madre si bloccava in mezzo alla strada per rispondere a una chiamata al cellulare. Tutto, in quella notte, era là a osservarla, anche se non sempre visibile.
Il tempo volò con una facilità disarmante e accompagnò la piccola Vera fino a quella notte tanto amata.
Il padre rientrò di colpo, sbraitando contro il vicino di casa che aveva lasciato la macchina in doppia fila appena fuori il viale dove abitavano.
«Accidenti» borbottò con quell’aria un po’ dolce e affettuosa che aveva sempre.
Alberto era stato un padre amorevole, forse il maschio più amorevole che Vera avesse mai conosciuto nella sua vita. Era stato il suo desiderio, il suo principe prediletto. Il suo sogno.
«Vera, tua madre non ha telefonato?»
La piccola se ne stava in cucina, mezza sonnecchiante.
Era già ora di cena e nessuno sembrava essersene accorto.
«Vera?» ripeté il padre, il viso stanco e arrugginito di chi ha passato la giornata in un negozio a parlare con i clienti, a spostare scatole, a servire, a imbruttirsi a stento per non imbruttire gli altri. «Ma mi vuoi rispondere?»
Il tono di voce era dolce, nonostante tutto, solo un po’ preoccupato.
«Vera?»
La bambina si alzò di scatto dalla sedia con lo sguardo e diede un’occhiata distratta al padre. «No, non ha telefonato.»
Il padre alzò un sopracciglio. Prese il telefono e compose il numero, poggiato con la schiena sfinita e logora sul muro del corridoio.
Restò in attesa per diverso tempo. A un tratto persino Vera aguzzò la vista per guardare meglio il padre, quasi si stesse preoccupando.
«Ah, Sonia!» sbuffò l’uomo «ci sei, allora. Cazzo, mi hai fatto preoccupare. Sono a casa e la piccola non sapeva niente.»
Vera sorrise, si divertiva sempre quando il padre, burbero eppure dolce, si lasciava scappare qualche parolaccia. Lei non le ripeteva mai, né a casa né a scuola, ma le piacevano perché davano l’idea di una persona incapace di controllarsi e, dunque, più umana, viva, non affettata, non alle prese con una qualche finzione per far contenti gli altri. E suo padre, dietro quella barba consumata, gli occhi quasi sempre stanchi per il lavoro, era una persona vera, come quando si arrabbiava e mandava tutti i giornali all’aria, la mattina, fra una fetta biscottata e un caffè, prima di accompagnarla a scuola, poi, con lo stesso sorriso che aveva abbandonato su quel tavolo qualche minuto prima, senza risentimento, senza portarsi dietro alcun odio.
«Dai, va bene» disse l’uomo «passo a prenderti io. Potevi avvisarmi prima, però.» Non sembrava arrabbiato, era piuttosto nervoso, aveva accumulato una certa preoccupazione per quella sorta di “sparizione” della moglie e ora aveva bisogno di sfogarsi, di lasciarsi andare. Quando chiuse la chiamata fece un lungo respiro gonfiandosi le guance, un’altra cosa che a Vera faceva sorridere e non poco. «Tesoro…»
Vera disse: «Sì, papà?»
«La macchina si è fermata. Tua madre è rimasta bloccata allo studio. Io…» Si versò rapidamente un bicchiere d’acqua dal lavandino, la trangugiò, quindi lasciò il bicchiere sul tavolo «io vado a prenderla. Mi faccio prestare la macchina da Beatrice, la vicina.» E poi le ultime parole, prima di uscire, parole anch’esse che Vera avrebbe ricordato a lungo ma che lì per lì non le dissero nulla, non potevano dirle nulla: «Riporto mamma a casa. Così poi ceniamo tutti insieme.»
«D’accordo.»
«Allora vado. Tu potresti…» Alberto si accarezzò il mento, la barba logora gli dava l’aria di un saggio, o di un operaio abituato a lavorare sodo per dieci ore al giorno – che era ciò che faceva – o di un filosofo, un pensatore oppure un artista, uno di quelli che riempiono un’intera navata di una chiesa con un affresco. In cucina aprì uno sportello e tirò fuori la pentola grande, la riempì velocemente d’acqua e la lasciò sui fornelli. Restò un attimo a pensarci, poi mugolò qualcosa e accese il fuoco. «Lascio l’acqua a bollire. Tu non toccare niente. Io e mamma torniamo tra un quarto d’ora o poco più. Faccio presto!»


Contatti BRÈ EDIZIONI
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domenica 7 novembre 2021

PRESENTAZIONE ROMANZO: "L’ anima di cartavetro" di Stefania Filippin


Titolo: L’anima di cartavetro
Autore: Stefania Filippin
Editore: Brè Edizioni
Pagine: 620
In ebook: 4,99€ anche in KU.
Cartaceo: 22€ nelle principali librerie online e fisiche
Genere: narrativa, autobiografico
In vendita dal 20 ottobre 2021

Sinossi
Beatrice e Giacomo. Babi e Giagi, due nomignoli che solo gli amici più veri possono condividere. 
E loro sono uniti da un’amicizia speciale. I due adolescenti iniziano a guardarsi intorno, a frequentare altri giovani. 
Nascono gli amori, le infatuazioni e le nuove scoperte. Mondi da esplorare che allontanano le persone, troppo impegnate alla ricerca della felicità. Le prime emozioni fanno affiorare in Beatrice il passato, atroce, da dimenticare e soprattutto da tenere nascosto. 
E, insieme al tempo trascorso, l’immagine dolce di un amico: Giacomo. Cosa farà ora? E il pensiero di lui torna, prepotente e incalzante. Il destino decide di riunirli e si ritrovano mano nella mano, sempre pronti ad aiutarsi, disponibili l’uno per l’altra.
Beatrice crede nel sogno, nella favola della quale si sente protagonista. Ma non sempre i sogni e le favole hanno la fine che vorremmo. Una rincorsa, un’intera vita dedicata a qualcosa che non esiste. 
La determinazione si trasforma in pazienza per arrivare poi a diventare rassegnazione e consapevolezza. 
Perché la violenza psicologica perpetrata da un narcisista perverso non lascia scampo: ti annienta. Un’autobiografia dolorosa, in cui la vittima diventa complice del suo carnefice.

Biografia
Stefania Filippin nasce a Torino nel 1974. Ha conseguito il diploma di maturità classica, interrompendo in seguito gli studi universitari in Lettere Moderne per iniziare a lavorare. 
Dopo aver trascorso quasi l’intera esistenza a scrivere per il puro piacere di farlo, nel 2017 si impegna nella stesura di uno scritto sotto l’impulso di divulgare pubblicamente una storia di amore, distruzione psicologica e, forse, riscatto. L’anima di cartavetro è il suo romanzo d’esordio.

sabato 11 luglio 2020

REVIEW PARTY: "Lo specchio della memoria" di Roberto Guerzoni


Titolo: Lo specchio della memoria
Autore: Roberto Guerzoni
Editore: Brè Edizioni
Genere: Giallo/Thriller
Data pubblicazione: 10 giugno 2020
Formato: Ebook e Cartaceo

SINOSSI
Andrea ha una vita intensa e movimentata, equamente divisa fra un lavoro che ama, quello di giornalista, e i suoi tanti e irrinunciabili vizi.
Uno fra tutti, il principale: le donne.
Un vizio che non conosce età, era così da ragazzo e lo è tuttora, alla soglia dei cinquant’anni, il passare del tempo non lo ha cambiato, continua ad amare la sua frivola vita da eterno single.
Il raggiungimento della cifra tonda delle cinquanta candeline, però, inizia a far nascere i primi dubbi e le prime riflessioni. Non è un nostalgico, ha sempre saputo apprezzare gli aspetti positivi di ogni età ma questo è un traguardo davvero importante, una pietra miliare, e qualche crepa comincia a fare breccia nella sua granitica autostima.
Questa fase delicata della sua vita viene ulteriormente turbata da un susseguirsi di episodi tragici che lo toccano da vicino e che lo costringono a esporsi in prima persona.
La tranquilla e pacata Ferrara diventa all’improvviso teatro di misteriose scomparse e di brutali omicidi, in un’escalation di ferocia e crudeltà che nessuno poteva immaginare.
Andrea si occupa di politica al giornale, non di cronaca nera, non spetta a lui seguire il caso ma qui è coinvolto, qualcuno si diverte a tirarlo in ballo, a metterlo in mezzo, e lui non può ignorare la cosa.
Inizia così a indagare, a seguire la confusa ragnatela di tracce e indizi e a comporre, tessera dopo tessera, l’inquietante puzzle della verità.

La trama si sviluppa fra l’Emilia e il Veneto nei freddi e nebbiosi mesi di un inverno contemporaneo, ma non mancheranno i richiami al passato, a eventi accaduti molti anni prima, situazioni dietro le quali sembrano celarsi i veri motivi di tanto odio.
A legare il tutto, come un invisibile fil-rouge, una serie di misteriose fotografie, le protagoniste inconsapevoli del romanzo: alcune recenti, indiscrete, scattate di nascosto, altre vecchie e sbiadite, a immortalare attimi di un passato che nasconde chissà quali segreti.

RECENSIONE:
Buon pomeriggio, con la recensione di oggi partecipo al review party organizzato per la promozione del romanzo giallo “Lo specchio della memoria” dell’autore Roberto Guerzoni ed edito dalla Brè Edizioni che ringrazio per la copia ebook fornita.

Quando mi è stato proposto di recensire questa storia, non mi sono limitata a leggere la trama, ma poiché era già uscito, sono andata a leggermi un estratto: devo dire che il prologo mi ha catturato subito, intrigante, la giusta dose di mistero e suspense che fa venire voglia di divorare il libro.

Il romanzo scivola via in poco più di tre ore, il ritmo incalzante, l’intricata vicenda vede Andrea, giornalista che si occupa di politica, coinvolto suo malgrado in prima persona negli eventi, che ad un certo punto lo riguardano da vicino.

Al suo fianco, Giulia, l’ispettore di Polizia incaricata delle indagini, moglie di uno dei suoi colleghi e che instaura con Andrea un feeling professionale e personale… dal momento che si troveranno ad indagare assieme sulla scomparsa di Laura, l’ultima compagna di Andrea.

Parlare di questa storia senza fare spoiler è davvero difficile, i personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti sono molteplici: tra ex mogli, amanti, colleghi di lavoro, vittime, colpevoli e presunti tali, fantasmi dal passato e mostri del presente, tutti hanno delle caratteristiche ben delineate che rende riconoscibile il ruolo nella storia, dove ciascuno va al proprio posto come le tessere di un puzzle.

Non avevo mail letto nulla di quest’autore, pure essendo un’appassionata di thriller e di gialli, ed è stato una piacevole scoperta: all’inizio del romanzo, quando iniziano le indagini e ci vengono mostrati i due personaggi principali e i loro “battibecchi”, sono persino riuscita a dare loro un volto, ad immaginarli… sarà la fissa per le serie tv poliziesche, sarà che i due personaggi mi sono entrati in testa, ma nei panni di Giulia e Andrea, vedrei bene gli attori che interpretano già analogo ruolo nei “Delitti del Barlume” ovvero Filippo Timi e Lucia Mascino, rispettivamente Massimo e Vittoria.

Cos’altro dirvi?

Posso aggiungere che le ambientazioni sono accurate e ricreano la giusta atmosfera intorno agli eventi, contribuendo a rendere realistici e credibili i fatti narrati. Ed esempio, nel prologo le descrizioni del luogo, aiutano a percepire il senso di angoscia che cresce nell'animo del personaggio… cosi come, lo stesso accade in altri passaggi del romanzo.

Per concludere, sono grata alla collega Luce che mi ha coinvolto in questo evento, soprattutto per avermi dato la possibilità di leggere un romanzo tanto intricato quanto coinvolgente, e per avermi permesso di scoprire una penna tanto abile che nulla ha da invidiare ai grandi scrittori americani.

Il mio voto è super 5/5 e vi consiglio se amate il genere di portare con voi questo romanzo, un’ottima lettura per le vacanze.

venerdì 12 giugno 2020

SEGNALAZIONE USCITA: "Lo specchio della memoria" di Roberto Guerzoni



Titolo: Lo specchio della memoria
Autore: Roberto Guerzoni
Editore: Brè Edizioni
Genere: Giallo/Thriller
Data pubblicazione: 10 giugno 2020
Formato: Ebook e Cartaceo

SINOSSI
Andrea ha una vita intensa e movimentata, equamente divisa fra un lavoro che ama, quello di giornalista, e i suoi tanti e irrinunciabili vizi.
Uno fra tutti, il principale: le donne.
Un vizio che non conosce età, era così da ragazzo e lo è tuttora, alla soglia dei cinquant’anni, il passare del tempo non lo ha cambiato, continua ad amare la sua frivola vita da eterno single.
Il raggiungimento della cifra tonda delle cinquanta candeline, però, inizia a far nascere i primi dubbi e le prime riflessioni. Non è un nostalgico, ha sempre saputo apprezzare gli aspetti positivi di ogni età ma questo è un traguardo davvero importante, una pietra miliare, e qualche crepa comincia a fare breccia nella sua granitica autostima.
Questa fase delicata della sua vita viene ulteriormente turbata da un susseguirsi di episodi tragici che lo toccano da vicino e che lo costringono a esporsi in prima persona.
La tranquilla e pacata Ferrara diventa all’improvviso teatro di misteriose scomparse e di brutali omicidi, in un’escalation di ferocia e crudeltà che nessuno poteva immaginare.
Andrea si occupa di politica al giornale, non di cronaca nera, non spetta a lui seguire il caso ma qui è coinvolto, qualcuno si diverte a tirarlo in ballo, a metterlo in mezzo, e lui non può ignorare la cosa.
Inizia così a indagare, a seguire la confusa ragnatela di tracce e indizi e a comporre, tessera dopo tessera, l’inquietante puzzle della verità.

La trama si sviluppa fra l’Emilia e il Veneto nei freddi e nebbiosi mesi di un inverno contemporaneo, ma non mancheranno i richiami al passato, a eventi accaduti molti anni prima, situazioni dietro le quali sembrano celarsi i veri motivi di tanto odio.
A legare il tutto, come un invisibile fil-rouge, una serie di misteriose fotografie, le protagoniste inconsapevoli del romanzo: alcune recenti, indiscrete, scattate di nascosto, altre vecchie e sbiadite, a immortalare attimi di un passato che nasconde chissà quali segreti.
BIOGRAFIA
Roberto Guerzoni vive a Lugo di Ravenna, nel cuore della Romagna, terra alla quale è molto legato. Da oltre venticinque anni lavora in banca e forse per questo, per reazione a una professione pratica e concreta, ha sviluppato un viscerale amore per la scrittura, riscoprendo una passione di gioventù che lo aveva portato, ancora adolescente, a riempire interi quaderni di storie fantastiche. Per molti anni i suoi racconti restano racchiusi all’interno del proprio hard-disk, scrivere è solo un hobby, un modo per dare forma e parole alla sua fantasia. Fin quando nel 2006, spinto da alcuni colleghi, decide di partecipare a un concorso nazionale indetto dal circolo letterario “Il Libro Parlante”. Presenta il romanzo giallo/romance “Le Parole Fra La Cenere” col quale vince ex equo il premio come miglior autore esordiente. Un riconoscimento che lo convince a osare maggiormente, qualche anno dopo invia per la prima volta un suo manoscritto a un editore. L’opera viene positivamente valutata e nel 2010 esce il suo primo romanzo, il thriller-noir “Il secondo cerchio”, Giraldi Editore. Dopo qualche anno di inattività, dovuta ai pressanti impegni professionali, si dedica alla scrittura di un nuovo romanzo giallo/thriller, che riesce a concludere nel dicembre 2019. Il romanzo, intitolato “Lo Specchio Della Memoria”, è destinato agli appassionati del giallo incalzante, con trama intricata e coinvolgente, che però allo stesso tempo amano entrare nell’animo dei personaggi, nelle loro emozioni e nei loro pensieri. Un romanzo che cerca di districarsi fra semplicità e approfondimento, fra cose dette e non dette, svelate e nascoste, nel tentativo di tenere il lettore incollato alle pagine.