Lo ha letto come sempre Gabriela che da un po' segue l'autrice. Vediamo che ne pensa.
A volte cerchi un libro che ti tenga col fiato sospeso, che ti getti nel bel mezzo dell'azione e che ti metta faccia a faccia con misteri che sembrano crescere riga dopo riga. Un libro dal quale, ogni volta che giri pagina, non sai cosa aspettarti.
I romanzi polizieschi ti danno tutte queste cose assieme e un piccolo extra.
E i protagonisti come quelli di questo libro ti offrono dosi sicure di adrenalina, storie complesse ed emozionanti, eventi strani, quasi inspiegabili, alcuni divertenti, altri di devastante crudeltà. Geniali e intelligenti, i romanzi di questo genere ti aiutano a sviluppare l'attenzione ai dettagli come pochi altri riescono a fare.
Ho finito questo libro alle 3 del mattino e ho passato alcuni minuti buoni a fissare il vuoto nel tentativo di rendermi conto che non ero più con Sophie e con la sua squadra, ma da sola sul divano.
Dopo aver realizzato questo ho capito che volevo gridare ai quattro venti quello che il romanzo mi aveva lasciato perché aveva superato tutte le mie aspettative, quello che cerco quando leggo.
Così ho preso il telefono e ho cercato di pensare a un posto dove pubblicare per la prima volta le mie emozioni.
Ma poiché non mi aspettavo di trovare qualcuno sveglio a quell'ora ho esitato un po' prima di postare…
Almeno per quello che mi riguarda queste 400 pagine mi hanno trasmesso un senso di meraviglia e stupore.
Non so come si possa tradurre questa sensazione in parole, ma è quel senso miracoloso e affascinante che provi quando il tuo cervello scopre un concetto nuovo, favoloso e inimmaginabile fino a quel momento.
Non deve essere qualcosa di grande, può essere una piccola cosa. Nella vita reale, l'ho provata quando ho adottato Molly, il mio cane, e mi sono seduta a guardarla come dormiva perché ero semplicemente affascinata dal modo in cui russava.
Bene, questo è il libro.
Per chi avrà letto “La voce dell'innocenza” avrà già conosciuto l’agente speciale Nowack.
Bene la sua storia continua con “Adrenalina”. Così come il titolo del libro, la lettura è una corsa senza poter respirare. Non hai tempo, perché la curiosità entra nella tua testa e non riuscirai a lasciare andare la storia finché non arrivi al finale.
In questa storia rincontrammo dei personaggi già conosciuti nei precedenti volumi. Ed è questo il fascino della serie.
La storia prende corpo sin dalle prime pagine attraverso un'indagine complicata, con molti stravolgimenti. Una storia imprevedibile che rende sospettoso e attento il lettore ad ogni personaggio e, gradualmente l'azione si fa più sempre ampia e opprimente.
Il personaggio Sophie ti porta con sé in una corsa a ostacoli piena di pericoli. Una storia di memoria, identità e famiglia, con una trama avvincente e personaggi emotivi, in cui mistero e avventura si intrecciano con il lato psicologico e sociale.
L’amore è anche esso presente, ma se ad un certo punto arrivi a pensare che la protagonista ha trovato finalmente la persona che potrebbe darle la felicità, ecco che cambia ancora tutto.
E vorresti prendere il personaggio principale e dirle due cosette, giusto per svegliarla e farle capire che un amore non corrisposto fa male all’anima.
“Pensavo di aver trovato la mia felicità.”
Non riesci a giudicare Sophie…
Questo vuol dire soltanto che la scrittura fluida e lo stile di Carmen hanno trasmesso emozione, paura, ma anche attrazione.
Ed io che sono un amante del genere fantasy sto imparando, con la scrittura di questa autrice ad amare alla follia il genere thriller.
Concludo la mia recensione precisando che, come gli altri libri della serie letti, ho apprezzato l'ambientazione perfettamente in linea con la trama. Non è facile far combaciare la storia e il luogo, e non è facile immaginarti in quei posti.
Spero vivamente in un happy-end per Sophie, ma anche in una storia futura su Brandon.
Romanzo promosso, 5/5 stelle









